
I Godo Knights e la società Dynos Verona annunciano di avere rinnovato l’accordo di franchigia anche per la stagione 2012. Un rinnovo non solo formale, ma che vuole ribadire l’ottimo rapporto nato l’anno scorso fra le due società. Un vivaio, quello veronese, strategico per i Knights, che nel campionato di IBL 2 2011 ha messo in evidenza l’ottimo lavoro svolto dal manager Paolo Castagnini e dal suo staff. La conferma dell’accordo è arrivato in settimana, dopo una visita a Verona del GM rossoblu Mignola e della Vice Presidente Soprani che hanno incontrato i giocatori e la dirigenza dei Dynos Verona, nella persona del Presidente Stefano Castagna. “Come abbiamo già detto in sede di presentazione della stagione 2012 ci è dispiaciuto molto “perdere” la squadra di IBL2 a Verona. Per noi sono stati due anni molto positivi in cui, sia Verona BT che i Dynos, si sono comportati in maniera ottima, dando un apporto vitale all’organizzazione” ha dichiarato il GM della franchigia Gigi Mignola. “I ragazzi dei Dynos, veramente molto giovani, si sono impegnati duramente e hanno saputo tenere il passo dei giocatori più esperti, affrontando con entusiasmo un’avventura ad un livello più alto. Per questo li ringraziamo tantissimo!” Ma, è evidente, la positività verso questo rinnovo non manca neanche dalla sponda veronese. “Dopo l’incontro avuto con il GM dei North East Knights Mignola” sottolinea il Presidente Stefano Castagna “e i complimenti ricevuti per quanto la società Dynos nel suo intero organico ha svolto lo scorso anno, il ripresentarsi dell’opportunità di una finestra così importante come l’ IBL (Italian Baseball League) per i giovani atleti della Dynos, diventa per noi fondamentale. Come lo è mantenere e rinnovare questa intesa fra le società per dare un ulteriore possibilità agli atleti meritevoli di poter calcare campi sempre più importanti, questo senza preclusioni per quanto riguarda il rapporto di collaborazione che esiste già da tempo con il BT Verona”. Il progetto North East Knights quindi continua con un rinnovato entusiasmo e con l’obiettivo, tutt’altro che lontano, di avere una squadra in cui siano inseriti giocatori provenienti da tutte le società facente parte di questo “laboratorio sperimentale” chiamato franchigia.











